[Il Bibliotecario] Halo: Shadows of Reach

Finalmente Halo: Shadows of Reach è disponibile alla lettura (da ormai due settimane); essendo un libro nuovo, cercherò di evitare qualsiasi spoiler.

Notate bene che non si tratta di una recensione del libro, solo una serie di opinioni personali su alcuni aspetti della narrazione e degli eventi narrati.

 

Master Chief si mostra nella sua forma migliore, e umana

È inutile dire che Master Chief è sempre stato un personaggio con un carattere ben definito, prima all’interno dei libri e poi, da Halo 4, nei giochi; e Shadows of Reach non fà eccezione: i fan che hanno apprezzato il Master Chief di Halo 4, e degli altri libri, lo ritroveranno all’interno di SoR come personaggio con molte sfaccettature, capace di provare rabbia per Reach, compassione per gli altri soldati e non, timore per un nemico brutale, rispetto per tutti coloro che lo accompagnano, e perfino capace di avere un numero inaspettato di monologhi interiori conditi con una punta di ironia.

È particolarmente interessante quando Master Chief si rende conto, per la prima volta, di quanto la sua figura sia ormai stata miticizzata ad un livello tale che decide che dovrà migliorare le sue capacità comunicative con il personale Non-Spartan, una piccola parentesi che rimane comunque interessante da leggere.

Spero che Halo Infinite segua questo Master Chief, un personaggio con una sua personalità e un suo carattere, piuttosto che ritornare a quello della trilogia Bungie.

Ovviamente, la sua relazione con il Blue Team è sempre di altissimo livello, con il libro che narra più volte quanto il team sia affiatato e di quanto si conoscano bene gli uni con gli altri; a questo riguardo è sempre piacevole leggere del sistema di led e dei gesti usati dal team, come il sorriso Spartan.

Blue team, un sacco di personalità tra questi spartan

Il Blue Team, ovviamente, compone un altro dei protagonisti del libro, e devo dire che la loro personalità è sempre coerente e si riflette perfettamente nelle loro azioni all’interno della storia.

Abbiamo Linda, sempre concentrata ed efficiente.

Abbiamo Kelly, sempre pronta all’azione ma mai spericolata (inoltre, all’interno del libro scopriamo che di recente si è appassionata ai Queen).

E infine abbiamo Fred, specialista nell’abbassare la tensione del momento con qualche battuta, ma sempre serio e affidabile.

Tutto questo riprende ciò che è stato descritto negli altri libri, e lo espande ulteriormente, mostrando elementi come le emozioni di Linda in un particolare passaggio.

inoltre il libro rimarca spesso quanto gli Spartan siano un’estensione gli uni degli altri, e di come anni di conflitti sono riusciti a formare una squadra estremamente affiatata, così come il Blue Team è sempre stato descritto negli altri libri; ma al contempo ne mostra i limiti, mostrandoli comunque come gli umani che sono, non invincibili anche se all’interno di un’armatura potenziata.

REACH, UN pretesto per la storia e per i pensieri dei personaggi

Reach, oltre a fornire l’ambientazione, fornisce anche un pretesto per descrivere i pensieri degli Spartan e di tutti gli altri umani; Reach era la loro casa dopotutto, e vederla in questo stato non è facile.

Ricoperto da Lechatelierite dopo i bombardamenti dei Covenant e ora meta ambita anche da una forza di occupazione, questo pianeta vetrificato darà ad alcuni il motivo per combattere per la liberazione del pianeta e, magari, la sua futura riabilitazione.

Piacevole vedere anche un piccolo riferimento al Noble Team, e ad alcuni eventi narrati su Halo: Reach e su Halo: First Strike, che dopo 17 anni continua a presentare elementi ancora attuali all’interno dell’universo di Halo.

Una forza di occupazione brutale e con qualche sorpresa

Non voglio anticipare niente del libro, ma sappiate che all’interno di questo ci saranno anche piccole sezioni in cui vedremo il punto di vista dell’altra fazione, più particolarmente di un personaggio particolare, che chi ha letto i libri Retribution e Last Light riconoscerà subito.

Ovviamente la forza di occupazione ha un motivo per essere sul pianeta, e vedremo per tutto il libro come le varie sotto trame si scontreranno tra di loro, a volte come frutto di una valutazione sbagliata, altre come risultato di un evento sfavorevole che il Blue team o gli alieni sfrutteranno a loro vantaggio.

Ho molto apprezzato il rapporto tra i vari personaggi della fazione, con alcuni che passano da nemici ad amici, altri che sfruttano e vengono sfruttati, e altri ancora a cui interessa solo l’obiettivo finale.

uN’ANTEPRIMA PER HALO INFINITE

Che il libro fosse praticamente un’anteprima per Halo Infinite era già cosa nota, ma è facile notare quanti collegamenti ci sono con il gioco, più precisamente riguardo all’armatura (il rampino, per esempio, viene menzionato e usato diverse volte), alla fazione nemica e a potenziali armi e veicoli che potremmo ritrovare nel gioco finale.

Ovviamente, fino a che il gioco non sarà ufficialmente disponibile non sapremo quanto di quello descritto nel libro avrà un effettivo valore sul gioco finale, ma già da adesso ci permette di rispondere ad alcune domande emerse durante alcuni momenti della demo. Il libro non risponde a tutte le domande, ma non ci lascia neanche con la bocca asciutta.

Ciò ovviamente vale anche per altri elementi, come la situazione all’interno della Galassia dopo gli eventi di Halo 5: Guardians; situazione che purtroppo non viene descritta nel dettaglio, ma che comunque farà sentire i suoi effetti per tutta la durata del libro.

In Parole povere

Come riassunto, posso dire che ho apprezzato molto il libro; Troy descrive gli eventi in modo fluido, e i personaggi secondari hanno le loro motivazioni e un loro carattere che, per alcuni, cambia e matura nel tempo. Le scene d’azione sono presenti, e sono descritte in un modo tale che garantisce la comprensione di ciò che avviene all’interno di una scena, ma senza andare ad annoiare il lettore con troppi dettagli inutili.

 

 

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