Il Bibliotecario – Halo: La caduta di Reach

Salve a tutti! Benvenuti ne “Il Bibliotecario“, una nuova rubrica in cui vogliamo andare a vedere, uno per uno, i vari romanzi della saga di Halo, per dare un parere personale ed esporre generalmente i contenuti della saga cartacea, per chi magari non ha ancora avuto il piacere di sfogliarla. Perciò mettetevi comodi, sorseggiate una tazza di thè caldo, e preparatevi ad immergervi nel cuore della saga di Halo!

Dunque, da cosa cominciare, se non dallo storico “Fall of Reach“, altresì “La caduta di Reach“, di Eric Nylund? Si tratta del capostipite della trilogia originale, composta da “La caduta di Reach“, “Flood” e “Il primo Attacco“, e ripercorre gli eventi del programma Spartan II, fino a giungere a quelli a cavallo tra Halo: CE ed Halo 2.

Fall-o-reach

Apriamo una parentesi per avvisarvi che, nonostante cercheremo di evitare spoiler troppo consistenti sulla trama, alcuni argomenti trattati sviscerano degli episodi che potrebbero rovinare la lettura del libro in questione: leggete a vostro rischio e pericolo!

Innanzitutto, una cosa interessante della saga originale, e in particolare di “Fall of Reach“, è la grande drammaticità con cui vengono dipinti gli eventi narrati: siamo abituati a vedere, nei capitoli videoludici, la figura del Master Chief come quella dell’ultimo baluardo dell’umanità, il supersoldato che ci salverà tutti, senza tuttavia mai averla vista come quella di un semplice ragazzino, in lotta con sé stesso per comprendere ciò che gli avviene intorno.

Persino in un romanzo d’azione, colmo di chiusure ad effetto e scene ad alta tensione, troviamo una caratterizzazione psicologia dei personaggi molto dettagliata ed analitica: John ha sempre seguito una scala gerarchica, ha sempre visto il mondo come un insieme di principi fondamentali da rispettare, causa ed effetto, porsi un obiettivo, portarlo a termine, seguire parametri stabiliti… ebbene, nel corso di questo capitolo John 117 affronterà un percorso in cui si renderà conto che i principi che si era posto fin dall’inizio non erano altro che una farsa.

Riuscire a rappresentare una squadra, fidarsi o meno dei propri superiori, salvare o meno delle vite umane.. situazioni e vicende che porteranno il futuro Master Chief a diventare, insieme a strazianti sessioni di allenamento fisico e brutali interventi chirurgici, ciò per cui lo conosciamo.

Halo_Fall_Of_Reach_Bootcamp

In “Fall of Reach” troveremo la storia degli Spartan II, di come si è formata la Squadra Blu, delle prime operazioni di quest’ultima, fino a giungere alla guerra vera e propria con i Covenant. Troveremo le storie delle prime vittime degli antagonisti alieni, e il modo in cui l’umanità ha reagito, fino ad arrivare alla storia di Cortana, la Pillar of Autumn.. per lanciarci poi negli eventi di Halo 2.

Ma non sarà solo Chief, colui che andremo ad esaminare in “Fall of Reach“, infatti una peculiarità di Eric Nylund è il saper dipingere una moltitudine di vicende, tra le più disparate, quasi allo stesso tempo, cambiando continuamente sequenza: più volte ci troveremo sull’Orlo Esterno dell’Umanità, affronteremo la realtà Covenant dagli occhi di illustri comandanti di guerra, così come dagli occhi di semplici soldati semplici in cerca di qualche guadagno facile in zona sicura; verremo catapultati in battaglie spaziali brillanti e ricche di strategia dal ritmo frenetico e incalzante; affronteremo intricati complotti politici attraverso gli stessi occhi dei burattinai dell’ONI…

Personalmente ho apprezzato molto questo continuo passaggio di sequenze, che si ripresenta anche in “I Fantasmi di Onyx“, in cui i numerosi cambi sequenziali rendono molto più coinvolgente la lettura.. per non parlare poi dello stile di Nylund di per sé: egli adotta un ritmo moderato, con molte sequenze dialogate e sommari narrativi, alternati a descrizioni particolareggiate e narrazioni circostanziate, creando una perfetta sinergia tra le parti d’azione, più movimentate e vivaci, a quelle più riflessive e tranquille: orchestrato ad opera d’arte.

Una particolarità dei romanzi di Halo, che ricorda un pò lo stile Asimoviano, è la razionalizzazione di ogni singolo evento: nulla è lasciato al caso, vi è sempre dietro una qualche spiegazione scientifica, persino eventi impossibili come il viaggio iper-luce vengono sviscerati secondo le leggi della fisica, rendendo l’immedesimazione più diretta e semplice per il lettore.

Insomma, si tratta di un libro scritto con grande cura e passione, un ottimo punto di partenza per tutti gli eventi della saga Bungie, una lettura tranquilla e scorrevole, ricca di un atmosfera forte e drammatica, che consigliamo a chiunque voglia avvicinarsi al brand cartaceo di questa saga!

E voi, che ne pensate? Avete già letto questo capitolo? Se si, condividete il nostro pensiero?