Il Bibliotecario – Halo: Ghosts of Onyx

Benvenuti in un nuovo episodio de “Il Bibliotecario“!

Di tempo ne è passato dalla conclusione, in questa rubrica, della parte dedicata alla trilogia originale di libri (l’immortale Prima Trilogia), e adesso è giunto il momento di cominciare una nuovo serie di episodi, stavolta dedicato alla -non da meno- Seconda Trilogia.

Qui troveremo tre romanzi volti ad approfondire alcuni dei momenti chiave del background di Halo, romanzi indipendenti gli uni dagli altri, che si svolgono in archi temporali del tutto differenti, a discapito della trilogia vista precedentemente.

Stavolta non ho intenzione di parlarvi di un romanzo qualunque, bensì di un’opera particolarmente significativa all’interno della storia di Halo. Trovo inoltre che questo romanzo sia una delle opere più affascinanti, più ipnotiche di tutto il panorama libresco della serie; detto ciò, sappiate che potrei davvero essere di parte su questo argomento, ma ho intenzione di mettere l’anima nelle parole che esprimerò nel tentare di descrivere “Halo: Ghosts of Onyx“.

Halo_4_Concept_Art_TP_03b

Vi avviso in principio dell’eventuale presenza di spoiler riguardanti il romanzo: cercherò di evitarne per quanto possibile, ma nonostante ciò vi ricordo di leggere le prossime parole a vostro rischio e pericolo.

Kurt-051 era stato appena integrato nella Squadra Blu, John-117 e gli altri Spartan lo guardavano con diffidenza: un novellino.

Ma una manovra brillante, un salvataggio fuori dagli schemi, permettono a Kurt di dimostrare il proprio potenziale alla squadra, oltre che quella di alcuni pezzi grossi dell’ONI. Esattamente un anno dopo lo Spartan 051 viene rapito dalla Sezione Tre ONI. Stanze sterili, bianco accecante, il letto di un ospedale, Kurt fa la conoscenza dell’ammiragio Ackerson, scopre di essere stato indirizzato ad un progetto segreto di addestramento sul pianeta Onyx: è la nascita del programma Spartan III.

Questo è il modo in cui si apre il romanzo, e personalmente trovo che Nylund abbia un modo cristallino, estremamente scorrevole, di descrivere le vicende dei propri romanzi: riporto alcune tra le prime righe del romanzo.

“Sebbene rinchiuso in un’armatura MJOLNIR da mezza tonnellatta, John, lo Spartan-117, si muoveva come un’ombra nella foresta al crespuscolo.”

Non ho intenzione di citare tutto il romanzo parola per parola, ma trovo che queste poche parole descrivano almeno in parte lo stile dell’autore di First Strike e Fall of Reach: immagini chiare, ma suggestive, per uno stile fluido e, onestamente, molto piacevole da leggere.

Halo: Ghosts of Onyx è ambientato negli avvenimenti immediatamente successivi alla conclusione di Halo 2, con Kelly ancora nello spazio insieme alla dottoressa Halsey, e John diretto verso la Terra; a tutto questo si somma la storyline principale, con i vari episodi, prolessi/analessi e quant’altro, quindi come potrete immaginare all’interno del romanzo i salti sequenziali non sono pochi, cambiando costantemente luogo, personaggi, o ambientazione temporale. Non vorrei sembrare prolisso in questo ambito, però devo riconoscere che anche questo elemento nel libro sembra davvero ben riuscito, lo stacco non è mai troppo forte, la trama si amalgama relativamente senza interruzioni, e raramente si rischia di perdere il filo conduttore.

Ma ritornando nel cuore del discorso: come ho anticipato prima, Kurt si ritrova a gestire un progetto top secret all’interno dell’ONI: Spartan III. Inutile vi dica quanto questo elemento sia essenziale nella storyline della saga, in quanto darà origine ai soldati di Halo: Reach (poiché si, quelli sono Spartan III, eccezion fatta per Jorge-052), e più avanti passerà la staffetta alla generazione IV, e quindi Infinity, War Games, e tutto il resto.spartans-halo-reach-deploy-artwork

Forse potrebbe apparire quasi un po’ forzato, il fatto di rapire un membro apparentemente “casuale” nella Squadra Blu, il quale poi si rivela essere un brillante stratega e mentore per tutta la generazione III.. tuttavia non dimentichiamo che questo libro risale al 2006, quindi non avevamo tutta la lore “stile 343i” per come la conosciamo ora, era l’epoca fiorente di Bungie, e incappare in un buco di trama era facile quando uno sternuto, così, per evitare di andare a minare la canonicità tra romanzi e controparti videoludiche, molti aneddoti sono stati lasciati un pò indefiniti, alla mercé dell’interpretazione del lettore.

Halo: Ghosts of Onyx trova tuttavia il proprio nucleo non nella storia di Kurt e nel periodo di addestramento degli Spartan, le quali sono senza dubbio affascinanti, ma tra la serie di corrispondenze tra il primo romanzo della serie, e il quarto in questione; il progetto Spartan III richiama parecchio le procedure del II, solo che i candidati sono in numero estremamente maggiore, le risorse sono minori, e le probabilità di sopravvivenza.. drasticamente ridotte. Parliamo in entrambi i programmi di esperimenti disumani attuati su bambini di appena sei anni, quindi i dubbi etici compariranno a fiotti all’interno della trama, così come nel punto di vista impersonato di Kurt stesso.

Questo connubio tra differenti generazioni di Spartan trova il proprio culmine nel ricongiungimento effettivo tra il vecchio team di Kurt (eccezion fatta per il Master Chief), e il team Gamma, con i due membri della vecchia squadra Beta: Tom e Lucy. E qui il confronto è inevitabile, l’iniziale diffidenza, poi l’instaurarsi di un contatto tra le due squadre, per poi raggiungere la collaborazione, la scoperta della natura del pianeta, e quindi il raggiungimento della sfera di Dyson.

Onyx non è infatti solo un pianeta di addestramento, si scopre essere un’intera reliquia dei Precursori, creata per sopravvivere all’attivazione degli Halo, dall’interno di una sfera di Dyson: un pianeta con un proprio autonomo ecosistema sviluppato all’interno di.. un atomo.

Immaginate adesso questa precisa ambientazione, lo sviluppo dei fatti, e tenete conto del fatto che, oltre al ritrovo delle due generazioni di super-soldati, assistiamo anche al confronto tra la dottoressa Halsey e il Capo Mendez. La Halsey aveva pianificato Onyx da tempo, coinvolgendo in ciò Kelly, mentre Mendez si trovava sul pianeta d’addestramento insieme a Kurt, fornendo la sua conoscenza nel programma precedente in questo nuovo progetto top-secret.

Ora, calcolate che ci troviamo su un’enorme reliquia dei Precursori, una scoperta senza precedenti per l’umanità, e allo stesso tempo abbiamo una lotta alla sopravvivenza -per quanto riguarda i protagonisti- nei confronti di un’invasione Covenant, e in quella delle antiche strutture di difesa dei Precursori. Mettete dunque a confronto le due personalità Mendez-Halsey, e immaginate quali saranno le priorità di ciascuna: la miscela che ne esce è esplosiva.

spartans-never-die

Lo so, per chi eventualmente non avrà letto il romanzo questa serie di fatti risulterà scoordinata, e, apparentemente, estremamente confusa. La verità è che all’interno di Ghosts of Onyx troviamo una vastità notevole di trame e sottotrame, io vi ho citato solo quelle più palesi, ma ad una lettura più superficiale il romanzo potrebbe mettere in difficoltà, rallentando in alcuni capitoli di molto il ritmo narrativo, e fornendo a volte troppe informazioni in alcuni frangenti, mentre troppo poche in altri.

Non voglio scendere a questo punto in argomenti più approfonditi e/o eccessivamente connotativi, poiché, nonostante alcuni difetti narrativi, questo romanzo ha una trama che davvero merita di essere letta, merita di venire gustato nei propri paesaggi immaginari, estremamente suggestivi, e nelle atmosfere, a volte fin troppo claustrofobiche. I personaggi hanno personalità forti, ma mai eccessivamente soffocanti, e i loro caratteri lasciano gentilmente lo spazio allo stile narrativo, chiaro e pulito, che caratterizza questa perla della saga.

Insomma, Halo: Ghosts of Onyx è un “must read”, una gemma nascosta che trovo, in tutti questi anni, ancora insuperata; parliamo inoltre di un importante nucleo per la trama di Halo, il quale tende la mano, nonostante gli anni passati, a titoli più contemporanei, dai romanzi freschi di scaffale nelle librerie, ai nuovi capitoli della Forerunner Trilogy. Prendete in mano questo romanzo, superate i primi capitoli di transizione, e passata la parte più “espositiva” dell’opera, troverete che “Ghosts of Onyx” saprà catturarvi come una droga, nei suoi contorti e labirintici intrighi narrativi.