ConsiderHalo #3: Pensieri e speranze per Halo 5: Guardians

Eccoci qua di nuovo con il nostro ConsiderHalo, noterete che è passato diverso tempo dall’ultimo episodio di questa rubrica: siamo stati impegnati con E3 e RTX, infatti ci sono state diverse novità nel mondo Halo, e abbiamo visto il nostro amato mondo halotico scorrerci costantemente davanti, durante il suo processo di evoluzione. Quest’anno, tuttavia, Halo non era lo stesso di sempre, stavolta era più… moderno, rinnovato, pieno di sorprese! Ma la cosa più bella è che rimaneva in qualche modo lo stesso che aveva accompagnato le nostre infanzie (o almeno buona parte di esse). L’atmosfera che si respirava all’E3 di quest’anno aveva il profumo di lunghe giornate d’autunno passate a giocare ai primi capitoli di Halo, quando i piccoli giocatori in noi imparavano ad amare quella che tuttora noi vogliamo promuovere come una saga profonda e piena di significato, con un gameplay che ha ancora molto da dire, e che sa divertirci proprio come faceva diversi anni or sono. Insomma, citando il trailer della Chief Collection, i semi del futuro risiedevano nel nostro passato.

Ebbene, durante tutto questo tempo, non abbiamo avuto esattamente modo di fermarci un momento e riflettere, insieme a voi, su tutto ciò che sta succedendo. Ci troviamo di fronte a due grandi novità: la prima è rappresentata da Halo: The Master Chief Collection, ovvero l’edizione rimasterizzata di tutti i capitoli di Halo con come protagonista Master Chief, mentre la seconda, decisamente più grande, novità, è quella di Halo 5: Guardians, il secondo capitolo della Reclaimer Trilogy.

Della Chief Collection possiamo apprezzare soprattutto la rimasterizzazione grafica di Halo 2, che è la prima vera novità della Collection, insieme al comparto multiplayer, veramente ben curato e riesumato per i vecchi capitoli della saga. Tuttavia oggi non siamo qui per parlarvi di Halo: The Master Chief Collection, bensì di Halo 5: Guardians, in particolare cercheremo di spiegarvi cosa ci aspettiamo da questo prossimo capitolo di Halo.

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Innanzitutto cominciamo dalla trama, infatti riteniamo che uno degli elementi più coinvolgenti e appassionanti di questo brand sia proprio il fattore storytelling, il vero fattore che rende Halo una saga così indipendente e degna di attenzione: dentro di essa troviamo contorti intrighi politici di una specie sull’orlo del collasso, la difficile infanzia di bambini soldato destinati a salvare l’intera specie, la sofferenza e la fragile umanità dei soldati al fronte, in cui pochi riescono a distinguersi e fare davvero la differenza, con il sacrificio, nella lotta contro un male così grave come quello dei Covenant, ma soprattutto vediamo una razza unita e solidale con sé stessa nel tentativo di salvare i propri ideali e i propri principi di giustizia e di lealtà umani. Questo è Halo, ed è questo che noi ci aspettiamo da Guardians, ci aspettiamo un titolo consapevole del suo potenziale e in grado di sfruttarlo adeguatamente…

Innanzitutto direi che dovremmo fermarci un secondo ad analizzare la saga: il principale movente dei fatti nei capitoli prima di Halo 4 è quasi sempre stata, bene o male, la guerra contro i Covenant, l’evitare la distruzione di Reach, l’evitare che i Covenant attivino gli Halo, e via dicendo; Halo 4 già presenta alcune differenze, infatti la minaccia principale non sono più i Covenant, ma i Prometeici, lo scopo principale è impedire al Didatta di attivare il Compositore. Adesso 343i si è servita su un piatto d’argento una trama come non l’abbiamo mai vista prima d’ora, infatti ci troviamo davanti ad un Master Chief tutto nuovo: insomma, diteci se anche a voi non sono venuti i brividi lungo la schiena durante il primo trailer di Halo, all’E3 dell’anno scorso, quando Chief ha stretto nella mano il chip di Cortana? A noi si, e ne vogliamo ancora, vogliamo vedere tutta la psicologia, la rabbia, l’odio e l’umanità repressa di Chief espressa in modo esplosivo in questo capitolo. John stavolta si dovrà per forza trovare ad affrontare il suo passato, la sua infanzia rubata, l’imperfezione dei suoi superiori, ed il diniego della catena di comando cominciato in Halo 4 (nonché la perdita di una figura di riferimento come la Halsey), la perdita dei suoi compagni e di Cortana, in particolare noterete come lui non abbia mai accettato la perdita dell’AI, non voleva accettarla quando lei l’aveva già fatto, e non lo farà finché non si troverà davanti alla realtà dei fatti… Insomma, vorremmo un pò più di crudo realismo in questo nuovo capitolo, dovuto alla presa di coscienza di Chief della sua natura umana, ispirato a compierla proprio da Cortana (“Which one is the machine?”). Possiamo dire quindi di stimare molto 343 Industries per aver portato la saga di Halo su questo piano, cosa che mai prima d’ora era stata mai fatta.

1557473_454880464611825_1596887811_n1Passiamo dunque a parlare del gameplay, altro elemento fondamentale di questa saga insieme allo storytelling: togliere uno di questi due elementi equivarrebbe alla morte della saga dal lato videoludico, cercheremo dunque di descrivere adeguatamente cosa ci aspettiamo anche da questo altro lato del brand.

Innanzitutto non dimentichiamo che stiamo parlando di una saga che ha definito il genere FPS: Bungie per prima fu la creatrice del famoso scudo a ricarica, introduzione molto originale, per quei tempi, nell’immaginario collettivo dell’industria videoludica. Inoltre un elemento sicuramente caratteristico della saga è l’estrema frenesia di movimento con cui ci si trovava ad affrontare il nemico, nel primo Halo ci trovavamo a cambiare arma, passando rapidamente da un fucile a pompa ad una Magnum, quasi in continuazione, per adattare il nostro stile a diverse situazioni di gioco.

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Speriamo di rivedere questo, adattato alla next-gen, in Halo 5: Guardians, ma cosa può fare 343i per creare un gioco originale e di spicco in mezzo a tutti gli Halo? La nostra idea è che si potrebbe creare delle opzioni tattiche più chiare e ben definite, creare un mondo più vasto, con possibilità maggiori per lo “sniping”, e possibilità di aggiro dei nemici, prima dell’inizio di uno scontro. Sarebbero interessanti anche delle opzioni di personalizzazione dell’arma durante la campagna, magari legate all’accumulo di esperienza in game, ma è solo un’ipotesi.

Dunque, adesso sapete cosa ci aspettiamo noi da questo secondo capitolo della Reclaimer Trilogy, e voi? Cosa vi aspettate da questo Halo 5: Guardians?