ConsiderHalo #2: Aspettando l’E3 2014

Dopo diverso tempo eccoci di nuovo qui: ConsiderHalo, la rubrica in cui parliamo personalmente dei vari argomenti halotici.

Ormai l’E3 è alle porte: si terrà il 9 Giugno, e già da adesso cominciano i conti alla rovescia per questo evento tanto atteso. Ticchettano gli orologi, e tutti non vedono l’ora di assaporare un’altra ventata di quei mondi videoludici da noi tanto amati; è successo con il primo Halo, ed è successo con quelli successivi, e adesso sta per succedere con Halo 5: Guardians. Sappiamo bene che 343 Industries, prendendo in mano la saga di Halo, si è presa un bel fardello sulle spalle, rischiando di deludere parecchi fan nel tentativo di creare un titolo all’altezza del lavoro di Bungie. Esso si sarebbe potuto svendere letteralmente ai gusti delle masse, come già era successo in passato, tuttavia così non è stato: dopo un ansiosa attesa per il Day One di Halo 4, questo si è dimostrato un gioco con una trama avvincente ed emozionante, il quale vantava di un comparto tecnico eccellente e un gameplay fedele a quello concepito da Bungie; se poi questo capitolo non aveva la stessa atmosfera che caratterizzava i giochi del passato.. beh, quella è un’altra storia.

Adesso però, seppur non sembri, sono passati quasi due anni, e 343i si trova davanti ad una nuova sfida: creare un nuovo Halo che ancora una volta ci lasci a bocca aperta, e che ci riempia di quella voglia di esplorare e scoprire questo nuovo capitolo con la stessa foga e gioia con cui avevamo intrapreso i precedenti. Stavolta, però, i creatori di Halo 4 hanno il vantaggio di conoscere, in seguito alle loro esperienze, gli errori del passato, potendo dunque solo migliorare in questo nuovo progetto che prende il nome di Halo 5: Guardians. Viene da chiedersi dunque: “Cosa potrebbe fare 343 per creare un capitolo di spessore, all’altezza di quelli del passato?”, le risposte a questo quesito sono molteplici, e così anche noi ci siamo fatti le nostre idee…

Hero_Halo5

Innanzitutto non dimentichiamoci che stiamo parlando di Halo, una saga che negli ultimi anni ci ha regalato una delle trame più profonde della storia videoludica, tra videogiochi, libri e, tra poco, serie tv. Quindi, ciò che innanzitutto ci aspettiamo da questo nuovo capitolo è una trama profonda e adulta, con una maggiore introspezione psicologica dei personaggi, senza tuttavia sfociare in un’opera del calibro di David Cage, si tratta pur sempre di Halo.

Un’altra cosa che da sempre ci ha accompagnato nel corso degli anni è il gameplay, fonte di numerose ore di divertimento per noi; Halo, infatti, ha sempre avuto un mix vincente tra gioco di strategia e caotico sparatutto, il quale, condito poi da un’atmosfera aliena e immersiva, aveva dato integrità al prodotto finale, e fatto da vero collante all’interno del gioco. In questo nuovo capitolo speriamo sicuramente in alcune novità dal punto di vista del gameplay, ma ciò non deve andare ad influire sulle meccaniche che hanno prevalso finora. Trovare l’equilibrio tra questi due elementi non è mai facile, ma nello scorso capitolo 343i ha dimostrato di sapersela cavare egregiamente.

Andiamo dunque a parlare dell’atmosfera. Dite: quanti di voi non sono mai rimasti affascinati dai luoghi e dalle musiche di questo gioco? È infatti l’atmosfera un altro elemento caratteristico di questa saga, bisogna poter respirare, in senso metaforico, l’aria di un ambiente, poter sentire la brezza di vento leggero infrangersi sull’armatura del nostro Spartan, poter affondare l’armatura corazzata nel terriccio umido e secco di una foresta, percepire i rumori angoscianti e claustrofobici della battaglia, o odorare la paura della guerra, e percepire allo stesso tempo il coraggio dei soldati che lottano per la salvezza. Capirete già che rendere questi elementi in un gioco come Halo è estremamente difficile, si tratta infatti di un lavoro per lo più di immaginazione, che può essere indotto dalla presenza di musiche immersive ed ambienti evocativi. Tuttavia anche qui va mantenuto l’equilibrio, gli spazi stretti e i corridoi angusti, per esempio nel caso di una nave covenant, vanno bene per acuire l’attenzione del giocatore e creare un’atmosfera cupa e aliena, tuttavia non devono mancare le parti di catarsi, in cui ci si può fermare ad ammirare un panorama o la bellezza di una particolare zona.

Questo era ciò che noi, personalmente, vorremmo vedere nel futuro Halo 5: Guardians; dunque vi rivolgiamo una domanda, cari lettori: voi cosa vi aspettate, per il prossimo Halo?