Bonnie Ross parla del passato, del presente e del futuro della saga in una intervista di IGN

Negli scorsi giorni Ryan McCaffrey, di IGN, ha rilasciato un’intervista con Bonnie Ross per la rubrica IGN Unfiltered. Potete visionare l’intervista su www.ign.com, dove potrete anche scaricarla in formato audio.

La prima parte dell’intervista è stata dedicata alla recente ammissione di Bonnie alla Hall of Fame della Academy of Interactive Arts and Sciences, ma proseguendo con l’intervista Ryan pone molte domande sui vari Halo, e sul passato e il futuro della saga.

Il passato e il presente della saga


Durante l’intervista Bonnie ha parlato di cosa sarebbe potuto succedere alla saga dopo l’uscita di Halo 3.

il futuro era incerto, Halo 3 sarebbe potuto essere l’ultimo gioco e, vista la volontà di Bungie di non occuparsi più della saga, quest’ultima è passata alla neonata 343 Industries, fondata da Bonnie stessa, che ha lavorato a stretto contatto con Bungie su Halo 3: ODST e Halo: Reach.

343 Industries però non è stata la prima scelta, si era anche pensato di terminare definitivamente la saga, oppure di farla sviluppare a Gearbox Software, i creatori di Borderlands, Duke Nukem Forever, Alien Colonial Marines e i responsabili del port su PC di Halo: Combat Evolved; nel bene o nel male, sappiamo tutti che scelta è stata presa.

Bonnie ha parlato anche di Halo 4, e di come ereditare il lascito di Bungie non sia stata una cosa facile; al riguardo ha anche affermato che hanno imparato dagli errori commessi nel gioco, come si può vedere dal multiplayer di Halo 5: Guardians; veniamo anche a sapere che il gioco, in origine, doveva essere un titolo di lancio per la nuova generazione di console.

Durante l’intervista Bonnie commenta anche la Master Chief Collection, raccontando che all’inizio si era pensato di realizzare solamente Halo 2: Anniversary, ma poi si è deciso di avere tutti i capitoli principali nella console next-gen, ma solo con il multiplayer di Halo 2; poi alla fine è stato scelto il formato che tutti noi conosciamo, cioè tutte le campagne e tutti i multiplayer.

Bonnie ha ripetuto che il lavoro dietro alla Collection è stato impressionante, ma che quello che voleva essere un ringraziamento a tutti i fan è alla fine diventato un motivo di delusione per questi ultimi, una cosa che i fan non si meritavano.

 

Il futuro della saga


Successivamente Ryan chiede a Bonnie i motivi dietro al lungo tempo di sviluppo di Infinite, che hanno superato da tempo i classici tre anni; Bonnie risponde spiegando come il Motore del gioco, il Blam Engine, avrebbe dovuto essere modificato per Halo 5: Guardians, cosa che non è successa.

Ora il team vuole sviluppare la piattaforma che reggerà il futuro di Halo, vuole creare il motore grafico che andrà a supportare il futuro della saga, e lo Slipspace Engine è proprio quella piattaforma, l’investimento più grande dello studio, che ha deciso di sostituire un motore di ormai quasi 19 anni.

Riguardo Halo 5: Guardians, invece, Bonnie afferma che il Team ha imparato dai propri errori, e che è cosciente del fatto che ne sono stati commessi molti dal lato della campagna, errori che non verranno ripetuti su Infinite il quale, spera Bonnie, riuscirà a mettere insieme i lati positivi di Halo 4 (la campagna) e i lati positivi di Halo 5: Guardians (il multiplayer).

 

Una domanda particolarmente interessante riguarda i Battle Royale, e su come il team si approccia all’argomento.

Al riguardo Bonnie ha commentato affermando che sì il Sandbox di Halo permette la creazione di svariate modalità, ma che ogni cosa legata ad Halo deve essere la cosa giusta per la saga.

Non dovete prenderla come una conferma della presenza di una modalità Battle Royale su Infinite, soprattutto dato il fatto che 343 Industries stessa ha già commentato sul fatto che l’unico BR a cui sono interessati è il Battle Rifle; oltre a questo simpatico commento, anche Frank O’Connor è intervenuto su Twitter, commentando che se anche il Sandbox di Halo permette di fare tante cose, non è detto che queste cose verranno realizzate.

 

Sempre relativamente ad Infinite, Bonnie lo categorizza come un reboot spirituale della saga, il risultato degli errori compiuti, tutto quello che Halo rappresenta per lo studio e che è stato mostrato durante lo scorso E3. Sarà l’inizio di una nuova era per Halo.

 

L’ultima domanda di Ryan relativa ad Halo Infinite riguarda le potenzialità del nuovo motore.

Bonnie non lascia nessun dubbio, al prossimo E3 sarà compito di Chris Lee mostrarci le potenzialità dello Slipspace Engine.

 

Gli spin off della saga


Una storia interessante su un contenuto che non ha mai visto la luce riguarda il gioco che avrebbe dovuto seguire Halo 5: Guardians; non ne è mai iniziata la produzione, ma il team aveva comunque delle idee al riguardo: sarebbe stato un Halo 5.5 o un gioco dello stile ‘Halo 6: ODST’.

Il progetto è stato annullato dopo che il team ha capito che un gioco del genere non avrebbe aiutato Halo a durare anni, e che non sarebbe stato apprezzato dai fan; questa decisione è stata supportata anche dal capo della divisione Xbox Phil Spencer, che ha supportato la scelta di investire sul futuro della saga, cosa che sta dando i suoi frutti con Halo Infinite e lo Slipspace Engine che, secondo Bonnie, saranno le fondamenta per i prossimi 10 o più anni

La discussione si sposta poi su Halo Wars, con Ryan che chiede se in futuro verranno prodotti altri spin-off di generi diversi dagli FPS su Console.

La risposta è positiva, con Bonnie che afferma che non si tratta di ‘se’ li vedremo, ma di ‘quando’ li vedremo; ora non è il momento giusto, ma il team amerebbe espandere le storie narrate nei giochi, ed è impaziente di poterci lavorare.

 

Sempre riguardo agli spin-off, Ryan chiede delucidazioni riguardo il progetto di Halo: Mega Bloks, il gioco che non ha mai visto la luce.

Bonnie racconta che il team apprezzava molto il progetto, Frank si era anche assicurato di poter raccontare una storia all’interno dell’universo della saga in una maniera differente e non canonica,  ma si sono resi conto che non c’era quella direzione artistica e una visione d’insieme necessaria. La possibilità di creare il proprio gioco di Halo era allettante, ma il gameplay non era adatto.

 

L’ultima domanda relativa ad Halo, e la penultima dell’intervista, riguarda invece la serie TV di Showtime, con Ryan che chiede quanto sia coinvolto effettivamente lo studio.

Bonnie conferma che il team fornisce delle linee guida da seguire, in questo caso con Kiki Wolfkill e Frank O’Connor che lavorano a stretto contatto con Showtime, ma che vogliono comunque vedere l’universo di Halo da punti di vista differenti; in pratica il team fornisce una certa libertà creativa, ma si assicura comunque che i canoni della saga vengano rispettati.


Per questa intervista è tutto, se non l’avete ancora fatto vi consigliamo caldamente di guardarla di persona in quanto estremamente interessante, sia per i fan di Halo che per tutti i giocatori in generale.

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