Recensione Halo 5: Guardians – Multiplayer

La campagna è sicuramente un delizioso antipasto, ma per molti giocatori il vero piatto principale di ogni capitolo di Halo è l’esperienza multiplayer.

Fin da Halo 2 questa saga ha saputo distinguersi per la sua componente online skill based che dava possibilità a tutti di migliorarsi giocando, partendo tutti con le medesime possibilità. Da Halo: Reach questa filosofia ha iniziato un po’ a sbiadire, culminando nella contaminazione con elementi di Call of Duty che ha colpito Halo 4.

Ebbene, sappiate che nonostante sulla carta Halo 5: Guardians possa sembrare l’Halo più diverso dagli altri, è finalmente tornato ad incarnare quella vecchia ma mai obsoleta filosofia del “vinci con le tue forze, non con la tua classe e con i tuoi perk”.

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ARENA

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Con questa introduzione potreste aver intuito che io mi sia subito fiondato in modalità Arena, non appena ho posato le mie mani su questo titolo. Questa modalità mi ha piacevolmente sorpreso, poichè mai mi sarei aspettato un multiplayer già di base tanto skill based.

I più veterani sapranno sicuramente che in modalità competitive si è soliti disabilitare il sensore di movimento per forzare i giocatori a comunicare coi propri compagni per sapere la posizione della squadra avversaria. Qua in Arena il radar ci mostrerà solamente i giocatori che corrono o che stanno sparando, non i giocatori in movimento. Questo significa che anche nelle partite che un tempo avremmo considerato “social” saremo premiati nel comunicare con i nostri compagni e nel non affidarci al sensore di movimento.

Appare fin da subito evidente che per la prima volta l’esperienza multiplayer sia stata creata con l’aiuto di persone davvero esperte, basti pensare al design delle mappe, che ricordano le migliori mappe MLG dei tempi d’oro di Halo 3.

Le Spartan Ability, al contrario delle vecchie armor ability, non fanno altro che rendere ancora più grande l’abisso tra un giocatore esperto ed uno inesperto. Imparare ad usarle tutte al meglio, soprattutto Climb, per muoversi meglio nelle mappe, ed il Truster Pack, per schivare, sarà fondamentale per diventare dei giocatori davvero in gamba, cosa che per la prima volta il gioco ti spinge a fare già nelle modalità classiche come Massacro.

Il posizionamento delle armi, il design delle mappe ed anche l’attenzione per i callout che anche gli stessi Spartan da adesso ci faranno, mi fanno ben pensare che potremmo trovarci di fronte ad un Halo che potrebbe raggiungere i livelli di Halo 2, almeno nel comparto competitivo.

La recensione potrebbe finire qui: anche solo la modalità Arena da sola basterebbe a giustificare l’acquisto per un giocatore veterano.

BREAKOUT

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Tecnicamente fa sempre parte della modalità arena, ma si gioca così diversamente dalle altre modalità da meritare una menzione speciale. La modalità “Fuga” dopo la beta si è tramutata in un CLB ad una sola bandiera che vede 2 squadre da 4 giocatori senza scudi e con una sola vita combattere all’interno di mappe Forge con 2 metodi di vittoria: conquistare la flag o eliminare il team nemico.

Ora, i problemi di questa modalità nella beta erano proprio la mancanza di un obbiettivo e l’eccessivo camperare che quest’ultima causava. Con la presenza della bandiera non potremo più arroccarci in base ma saremo costretti a pensare se eliminare il team nemico o se rischiare portandoci a casa la bandiera.

L’aggiunta di un objective, pur semplice che sia, ha salvato la modalità dall’oblio, rendendola una delle aggiunte più interessanti fatte al multiplayer di questo Halo.

WARZONE

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In Halo 3: ODST, Bungie introdusse la modalità Sparatoria come prima alternativa alla modalità multiplayer del titolo, in Reach aggiunse persino la modalità Invasione. Entrambe questi gametypes furono molto apprezzati dai giocatori e considerati quasi all’unanimità delle aggiunte vincenti alla formula.

343 Industries tentò di creare con Halo 4 un qualcosa che sulla carta era ancora più rivoluzionario: una campagna episodica con aggiornamenti settimanali chiamata “Spartan Ops”. Purtroppo, una assurda ripetitività delle missioni e dell’azione fu la condanna di questa modalità, che fu bocciata come una delle peggiori aggiunte al sandbox di Halo.

Il team di sviluppo ci ha riprovato con Halo 5, creando Warzone, una modalità che sulla carta dovrebbe essere rivoluzionaria. Sì, sulla carta.

Warzone è, a conti fatti, un Big Team Battle dove all’inizio di ogni match dobbiamo affrontare un gruppetto di Crawler e di soldati prometeici e dove, di tanto in tanto, saremo chiamati a battere un paio di cacciatori o un gruppo di Elite.

Ora, per spacciare l’intervento casuale dell’IA in una partita Big Team per una modalità rivoluzionaria ce ne vuole, ma non finisce qui.

Prevedibilmente, aver avuto fortuna coi REQ Packs ci dà un vantaggio sensibile sulla squadra nemica. Soprattutto se io ho avuto la fortuna di trovare un BR con mirino telescopico e dopo un tot. di tempo nella partita posso uccidere tutti gli altri player armati di BR poiché ho un’arma base più potente, ma dei REQ Packs parleremo a breve.

Chi si aspettava una modalità di guerra come Titanfall, dove i bot servissero a far avere al giocatore l’illusione di essere in una vera e propria zona di guerra, resterà profondamente deluso. Incontrerete l’IA solo all’inizio della partita e solo ogni tot. minuti come obbiettivo utile a far guadagnare punti alla squadra che l’abbatte prima.

Per essere una modalità social, e quindi 4fun, mi è apparsa inoltre inutilmente complicata. È presente un nucleo in ogni base da abbattere, ma raramente dovrete farlo, visto che basta accomulare punti con le kill di player o con le IA per vincere.

E al momento ha solo tre mappe.

Spezzando una lancia a favore della modalità, per essere un 12 contro 12 con l’aggiunta di IA, non presenta alcun fenomeno di lag, che era la mia più grande preoccupazione.

La modalità resta divertente da giocare, per le prime partite. Il vero problema è che è sostanzialmente sempre uguale, anche le IA usate.

La sua variante, Warzone Assault, è ironicamente ben più riuscita, in quanto risulta meno dispersiva e più semplice da giocare.

REQ PACKS

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Durata artificiale. Il vero scopo dei REQ Packs è aumentare artificialmente la durata del gioco, rendendo casuale lo sblocco degli oggetti. Sarà sicuramente la mia parte di giocatore di Magic a parlare, ma, nonostante questo, li adoro. Sono facili da guadagnare e anche se non trovi nulla di permanente puoi trovare dei bonus XP o puoi rivendere il tutto per comprare prima il pacchetto successivo.

Fate conto che ogni volta che salirete di livello otterrete un pacchetto, e che in media guadagnate sui 1000 punti a partita. Il pacchetto meno costoso viene 1250 punti, e contiene al massimo un oggetto permanente. Generalmente non vale la pena prendere questo o quello intermedio, in quanto quello dorato per 10000 punti garantisce sempre un drop di qualcosa di permanente.

Trovare un’armatura leggendaria e sfoggiarla in arena con i tuoi compagni non ha prezzo. Anzi, considerando che si possono acquistare dei REQ Packs dorati per 3€, direi che un minimo di prezzo può avercelo.

Non temete, non sono microtransazioni invasive e sbloccherete roba anche senza pagare mai un cent. Magari proprio una delle 175 stupende armature aggiunte al gioco. Fate conto che io con 30 pacchetti dorati ho solamente sbloccato 3 skin arma e 8 armature, quindi ce ne sono di contenuti da sbloccare.

ASSENTI (IN)GIUSTIFICATI

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Dopo aver sentito tutto quello che offre il gioco, vi potreste sorprendere di sapere che questo è, al momento, l’Halo più povero di modalità mai creato al lancio

Arena ha 4 modalità: Massacro (anche SWAT), CLB, Fuga e Stronghold. Warzone ne ha solo 2.

Dopo le lamentele dei fan per la modalità Flood di Halo 4, ci si aspettava che 343i non solo avrebbe come minimo reintegrato Infezione, ma che l’avrebbe pure migliorata. Invece è del tutto assente dal gioco e con lei molte altre modalità simbolo del gioco, come Teschio, Re della collina e Grifball.

Parliamoci chiaro, saranno sicuramente aggiunte più in là nel corso del gioco, ma questo non giustifica affatto la loro assenza. Questo è anche il primo capitolo principale della saga da Halo 2 ad uscire sprovvisto della modalità Fucina, che sarà aggiunta a Dicembre.

La sensazione è che Halo 5: Guardians sia uscito nei negozi ancora incompleto e che si tratti di un cantiere aperto nel quale si andranno ad innestare diverse aggiunte nel corso dei prossimi mesi.

Se per la modalità Fucina e per le mappe che saranno aggiunte come DLC è in un certo senso scusabile, non lo è per tutte le modalità palesemente tagliate dal gioco solo per riaggiungerle in seguito, magari proprio quando la popolazione del gioco inizierà a calare, per far tornare un po’ di giocatori sul titolo.

Il fatto che i contenuti che il gioco ha al momento, Warzone esclusa, siano così riusciti non fa che aumentare l’amarezza del non poterne avere subito ancora.

CONCLUSIONE

L’esperienza multiplayer Arena di Halo 5: Guardians è tutto ciò che un fan potrebbe desiderare, lo stesso non si può dire per la controparte Warzone, che sì riesce a divertire ma fallisce nel compito di proporre un’alternativa social varia al classico multiplayer della serie. Al momento diverse modalità risultano mancanti e fino a Dicembre tutti i creatori di contenuti, me compreso, dovranno aspettare con trepidazione la nuova Fucina, che promette faville.

Il multiplayer al momento disponibile resta comunque il meglio che un Halo potrebbe offrire, almeno per le poche modalità al momento disponibili. Tra REQ Packs e partite tra amici, troverete comunque facile attendere le nuove modalità.

PRO

  • Un Arena mai stata così competitiva
  • Mappe dal design ispirato
  • Modalità Breakout riuscita
  • I REQ Packs funzionano ed aumentano la longevità del titolo
  • Connessione stabile anche in Warzone

CONTRO

  • Pochissime modalità al lancio
  • Modalità Warzone deludente
  • Poca roba per chi odia l’ambiente competitivo di Halo
  • Niente Fucina fino a Dicembre

IL VOTO

Avendo finalmente provato sia la campagna sia il comparto online di Halo 5: Guardians è finalmente giunto il momento di tirare le somme. La campagna, seppur con qualche riserva, diverte e risulta all’altezza della serie. Il multiplayer, seppur incompleto, segna un ritorno alla vecchia filosofia arena di Halo. Vorremmo poter dare al gioco un voto molto più alto, ma un comparto grafico a tratti ancora old-gen e la mancanza di alcuni “pezzi” dell’esperienza non ci danno la sicurezza di poter premiare il gioco con un 9 pieno.

Resta comunque un ottimo titolo che sarà adorato dai fan e dagli amanti degli fps arena.

VOTO

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