Recensione Halo 5: Guardians – Campagna

Avete presente la sensazione di allegria e soddisfazione? È quella che stiamo provando un po’ noi di Halo World in questi giorni. Fin dagli albori della nostra ”compagnia”, inizialmente nata su un semplice forum nel quale fare due chiacchiere riguardo uno dei brand più noti di sempre, ci siamo impegnati al massimo delle nostre capacità, garantendo un sempre più apprezzato lavoro e rapporto staff-lettore, tentando di evitare le solite distanze, quasi forzate dal volere essere troppo professionali, tra lo staff e i lettori che ci sono spesso in determinati siti web o community in generale. Voglio ricordare, prima di essere redattori, creatori di contenuti o quel che si voglia, siamo persone, giocatori e fan esattamente come voi.

Cercando di smorzare questa forse troppo lunga introduzione, volevo ringraziarvi. Come sicuramente avrete notato, alcuni di noi, qui alla redazione di Halo World, hanno già giocato o stanno tutt’ora giocando, grazie a una copia per giornalisti, a Halo 5: Guardians, capitolo della saga prossimo all’uscita (27.10.15), ovviamente in esclusiva su Xbox One. Quella di poter giocare in anteprima un Halo sono per noi un piacere e una soddisfazione unica, possibili solo per mano vostra, che da sempre date supporto e fiducia in ciò che quotidianamente facciamo.

Quando l’installazione del gioco si è conclusa, mi sono seduto, ho impugnato il mio fidato controller come si deve e prima di avviare il gioco dall’apposita tile ho riflettuto su ciò che stava per accadermi. Stavo per vivere un’esperienza unica, un lavoro di 343 Industries, sicuramente il gioco più atteso dell’anno, se non l’Halo più atteso di sempre, di cui avrei successivamente dovuto parlare. Il momento è arrivato. Lo farò qui. Ora. In questo articolo. Mi sono subito fiondato nella modalità Campagna e durante le varie run, per quanto possibile, ho voluto analizzare nel dettaglio tutte la caratteristiche del gioco, dai personaggi al comparto grafico, dal doppiaggio al comparto audio in generale, e via dicendo.

Ho giocato la Campagna ben due volte: la prima a difficoltà Normale e la seconda a Leggendario, così da potervi dare impressioni sulla difficoltà massima. Ma di questo parleremo più avanti. Ah, avviso da subito che cercherò di evitare spoiler. Voglio scrivere una recensione pulita e accessibile a tutti, tuttavia non posso garantirne la totale assenza. Per tanto, vi ho avvertito per tempo. Se volete addentrarvi in questa recensione da me scritta, per scoprire ciò su cui state per mettere le mani e il cuore, fatelo. Come ho detto, voglio scrivere un articolo per tutti, evitando di rovinarvi la completa esperienza di gioco, ma in certi punti è possibile che siano presenti spoiler secondari, volontari o involontari che siano.

RecensioneH5Campagna


 

TEAM E PERSONAGGI GIOCABILI

Terminata la lunga introduzione, è il momento di passare all’analisi dei punti fondamentali che possono rendere questo quinto capitolo della saga il più riuscito, o meno. È risaputo infatti che in Halo 5: Guardians ci ritroveremo nei panni di ben due team, di cui si è molto, direi moltissimo, discusso negli ultimi tempi: Blue Team (o squadra blu, come preferite) e Fireteam Osiris.

Il Blue Team è composto da quattro membri, Linda-058, Frederic-104, Kelly-087 e John-117, leader della squadra, che a noi piace chiamare Master Chief. Gli amanti della saga in questo caso verranno letteralmente trasportati al settimo cielo. Blue Team di nuovo insieme e per la prima volta in un capitolo videoludico: le emozioni che si provano leggendo delle loro imprese nei romanzi pubblicati potranno essere provate anche in Halo 5: Guardians, seppur non sia la stessa cosa. E chi è pratico dell’universo cartaceo di Halo mi capirà bene.

In questo capitolo avremo a che fare con un Chief troppo abituato a lavorare da solo, ma che riuscirà perfettamente a tirare fuori la sua dote di leader nato, cosa che lo ha sempre contraddistinto da altri Spartan, nonostante il tempo passato in solitudine. Dopo il distacco con Cortana, i suoi pensieri, durante tutta la durata del gioco, si concentreranno su di lei e su ciò che è accaduto, tanto da avere visioni che lo porteranno poi a fare determinate scelte, scelte che daranno il via a nuovi eventi e imprese. Sarà costretto a scegliere tra il fare la cosa giusta, che sotto sotto va in contrasto con ciò che vorrebbe il suo cuore, e il seguire il suo istinto. Nonostante tutto, Master Chief riuscirà a regalarvi emozioni anche in questo capitolo. Unica delusione, per alcuni, potrebbe essere che in Halo 5: Guardians il gameplay girerà più intorno a Locke e al team Osiris che a John e il Blue Team, infatti la maggior parte delle missioni avrà come protagonista il nuovo team. L’ho trovata una scelta più giusta che sbagliata. È vero, avrei desiderato vedere più azione con Chief, ma questa scelta permette di aprire un rapporto di confidenza, se così possiamo definirlo, con il nuovo team e i nuovi personaggi.

Per quanto riguarda il Fireteam Osiris, invece, c’è molto da scoprire, all’incirca. Capeggiato da Jameson Locke, agente ONI, è composto inoltre dagli Spartan-IV Holly Tanaka e Olympia Vale, due facce nuove e da poco introdotte nell’universo Halo, e infine da Edward Buck, ex ODST, al quale molti fan si sono affezionati in seguito a Halo 3: ODST. Questi ultimi sono stati reclutati personalmente da Locke, con lo scopo di formare un team che ha lo scopo di seguire le orme di Master Chief e del suo team, ormai classificato AWOL (assente).

Per alimentare la frenesia che si cela dietro il debutto di Halo 5, 343 Industries è riuscita a escogitare diversi modi (vedi HUNTtheTRUTH e simili) per far sì che i fan arrivino a giocare il nuovo capitolo con più e più ipotesi e aspettative sulle vicende che vi accadranno. Il rilascio di particolari trailer, quello in cui Chief sembra apparentemente morire per mano dello Spartan Locke, per prendere un esempio, ha scatenato discussioni su discussioni. Si è subito puntato il dito contro lo Spartan Locke, definendolo un elemento troppo rischioso per l’incolumità di Master Chief e della saga stessa. Vi dirò, avevo un certo timore in merito a Locke. Ha un aspetto molto aggressivo, ma vi assicuro che dopo aver giocato il nuovo capitolo vi ricrederete, così come ho fatto io. Scoprirete che è un personaggio che ci sa fare e ha molto da raccontare, ottimo e giusto per una svolta della serie.

Durante le run di gioco ci accorgeremo quanto il dialogare dei personaggi sia aumentato. Infatti, sia gli Spartan del Blue Team che quelli dell’Osiris, avranno una loquacità molto interessante, aprendo dialoghi tra loro, sciocchezze e battute (es. Offri tu da bere quando finiamo questa battaglia?) o interessanti che siano. Terranno il gameplay più attivo e comporranno sicuramente piccoli accenni di narrazione, un aiuto a mio parere essenziale nell’evitare momenti morti e noiosi, che di per sé saranno poco presenti nel gioco.

PERSONAGGI SECONDARI

Questo è un punto della recensione molto delicato. È forse uno di quelli di cui vorrei parlare maggiormente. I personaggi secondari spesso sono più importanti dei principali, poiché arricchiscono, sono molto utili alla narrazione e in questo caso, sanno anche regalare emozioni uniche. In questo Halo 5: Guardians ne vediamo di molti, vecchie conoscenze, alle quali ci siamo affezionati nel corso della storia di Halo, alcune delle quali si può dire abbiano dato il via alla saga grazie al loro carisma e alle azioni da loro compiute.

Purtroppo non posso e non voglio dire molto a riguardo. Dicendo determinate cose, quasi sicuramente, rovinerei la completa esperienza di gioco, ma in ogni caso voglio accennare qualcosa ad un personaggio che già si sapeva fosse presente all’interno del gioco. Fin dalla sua comparsa in Halo 2, infatti, Thel Vadam, conosciuto dalla maggior parte con il titolo di Arbiter, è sempre stato un personaggio con un carattere onorevole e regale, coraggioso e sempre pronto a rischiare pur di riuscire in una cosa. È arrivato fino alle vicende narrate in Halo 5: Guardians, in una veste nuova in quanto ora Comandante Supremo e nonostante il suo titolo di primaria importanza, vediamo quanto non si tiri indietro durante la battaglia, essendo il primo a dare luce alla sua speciale lama energetica, chiamata Prophet Bane. Come detto poco sopra, di questo argomento vorrei parlare molto, tanto quasi da stancarvi, dunque mi fermo qui.

AMBIENTAZIONI

Asso nella manica di questo nuovo capitolo è sicuramente il modo in cui sono state realizzate le ambientazioni. Durante il corso della campagna mi sono voluto fermare ad osservare, anche per diverso tempo, particolari paesaggi mozzafiato. In Halo 5 andremo a visitare più luoghi, su diversi pianeti, alcuni dei quali molto amati dai fan. Il modo in cui sono stati ricreati, unendoli poi alla fantastica atmosfera creata da comparto audio e grafico, permetteranno di immedesimarsi al massimo nell’esperienza di gioco, facendoci vivere per la prima volta emozioni sensazionali in quei luoghi.

COMPARTO GRAFICO

Godersi il panorama visibile nella campagna non sarebbe granché se la grafica non ne fosse all’altezza, ma non è questo il caso, per fortuna. Il comparto grafico di questo Halo è buono, e ciò che gli da una spinta in più di freschezza e leggerezza sono senz’altro i 60 FPS, certamente stabili e che, fortunatamente, non mi è capitato di vedere sbalzare neanche una volta durante le sessioni di gioco. Ho però riscontrato dei difetti che avrei preferito non ci fossero. Infatti, in alcune zone, facendo attenzione, ho notato come alcuni dettagli siano stati curati poco. Un esempio è sicuramente il paesaggio visto in lontananza: tutto era perfetto, ma in alcuni punti si vedevano ammassi di colori che rendevano difficile capire cosa dovessero rappresentare. Le texture, invece, sembravano giusto un po’ sgranate in alcuni punti. Sono solamente piccoli dettagli, non danno fastidio, ma diciamo che avrebbero reso l’atmosfera ancora più appagante.

DOPPIAGGIO ITALIANO

Nel Q&A che ho fatto giorni fa, mi sono state fatte domande su domande riguardo il doppiaggio italiano. Ahimè non ho potuto rispondervi in modo chiaro, ma dando solo qualche piccola informazione. Dopo tutto, le domande a tal riguardo sono più che giustificate. Tutti avevamo paura di ritrovarci nella stessa situazione che ci pugnalò letteralmente nel 2012, quando Halo 4 arrivò nelle nostre dimore. Ce lo ritrovammo con un ottimo doppiaggio ma con una pessima sincronizzazione, totalmente scoordinata con il labiale dei personaggi e con altri errori vari.

Fortunatamente, non è accaduto di nuovo. La sincronizzazione è buona e non ho notato molti errori. Inutile che vi dica quanto mi abbia emozionato risentire la voce di Master Chief, Giorgio Melazzi ha fatto un ottimo lavoro anche questa volta. Anche la voce di Locke è buona, rispecchia perfettamente ciò che è il personaggio: un tono di voce poco rassicurante e con un cenno di aggressività. Probabilmente l’unico errore che è da considerarsi fastidioso potrebbe essere quello in cui Jameson Locke, nel gioco originale, dice “Fireteam Osiris, the light is green“, che è stato tradotto in italiano come “Osiris, il semaforo è verde.“. Beh, sono quelle piccole cose a cui di solito si fa subito caso e che fanno storcere il naso.

Sono inoltre molto felice di aver notato che i Covenant parlano di nuovo in italiano. Vi consiglio, una volta che avrete il gioco, di avvicinarvi ad un gruppo di nemici senza farvi sentire, così potrete udire come parlano tra di loro, dicendo idiozie come ai vecchi tempi. Ed è troppo strano sentire i Jackal parlare la nostra lingua. È la razza Covenant che durante tutti gli Halo non apre bocca. O meglio, lo fa ma senza dire nulla a noi comprensibile!

COMPARTO AUDIO

Tutto, in Halo 5: Guardians, è stato riprodotto fedelmente. Ciò che rende le ambientazioni tanto fantastiche quanto magiche, così come gli scontri a fuoco, non è solo la grafica mozzafiato, bensì il comparto audio. I rumori delle armi, della corsa, dei proiettili sui vari tipi di superficie o addirittura i versi della fauna che incontreremo (volatili, strane balene ecc..) rendono tutto più speciale. Le armi producono un suono più realistico rispetto ai precedenti capitoli, come è chiaro che sia, ed è stato dunque fatto un lavoro impeccabile.

GAMEPLAY

Senz’altro il punto forte di questo capitolo. Il gameplay, infatti, si presenta innovativo e vario, con aspetti rivoluzionari che offrono al giocatore un divertimento assicurato. I due elementi che più adoro sono sicuramente il Ground Pound e il pacchetto propulsori, utili nel combattimento quanto rischiosi, soprattutto quest’ultimo. Nel caso in cui ci trovassimo nei pressi di un gruppetto di nemici, il Ground Pound farà al caso nostro, permettendoci dunque di eliminarli tutti, se avremo fortuna, o comunque una buona parte, in un solo colpo. Mentre il pacchetto propulsori tornerà molto utile per la schivata di colpi, per uscire da combattimenti rischiosi o per saltare da sporgenze più distanti del normale.

DIFFICOLTÀ LEGGENDARIA

Probabilmente la difficoltà di gioco che distingue Halo da altri videogiochi simili, alla quale i fan sono ormai affezionati.

A inizio articolo vi ho accennato che non appena ho terminato la Campagna a difficoltà Normale, mi sono subito fiondato a rigiocarla a Leggendaria per ben due motivi: valutarne la reale difficoltà, vedendo dunque se rispettava almeno gli standard delle aspettative dei giocatori più propensi a giocarla e non meno importante, anche per il finale “segreto”, ormai caratteristico della saga Halo.

Nonostante non sia un assiduo giocatore e amante della Leggendaria, poiché la gioco solo per obiettivi, particolari ricompense, quando presenti (vedi armatura Helioskrill con il completamento a Leggendario di Halo: The Master Chief Collection) e per i finali extra, devo dire che, al contrario di Halo 4, Halo 5: Guardians giocato alla massima difficoltà sa come mettere in difficoltà il giocatore, facendolo capitare in situazioni poco piacevoli e con scarse possibilità di sopravvivenza. Posso assicurare che trovarsi davanti una coppia di Cacciatori stavolta non sarà così piacevole, o ancor peggio avere uno scontro con nemici più ardui, che scoprirete una volta giocata la campagna.

Quindi posso chiudere questo punto della recensione dicendo: sì, a mio parere la difficoltà Leggendaria si è risollevata, riuscendo ad impegnare il giocatore più di quanto ci siano riusciti precedenti capitoli (tranquilli, non lo sto paragonando ad Halo: Combat Evolved).

CONCLUSIONI

Sono infine giunto al tirare le somme di questa recensione. Halo 5: Guardians di sicuro sa come tenere incollato il giocatore allo schermo. È ricco di colpi di scena, molti inaspettati, e svolte abissali per l’universo del brand. Non ha una consistenza emozionante come è stato per Halo 4 ed è chiaro che in quest’opera il team di sviluppo abbia voluto concentrarsi sull’epicità.

Potrà lasciare un piccolo segno di delusione in tutti i fan, poiché trovo che l’hype che l’ha preceduto sia stato troppo eccessivo per ciò che è infine il gioco. Ciò non vuol dire che non sia all’altezza della saga, semmai il contrario, in quanto ha introdotto nel piano videoludico della saga molti soggetti dei quali prima leggevamo solamente su romanzi o fumetti. Ha una forte narrazione, impeccabile dall’inizio alla fine. La delusione si riferisce però anche alla durata, la quale doveva essere di 8-12 ore a difficoltà Normale, ma che si è rivelata di circa 5/6 ore. Sicuramente, dedicandosi a teschi e intel, più di quanto abbia fatto io, la longevità andrà aumentando. Inoltre, delle 15 missioni circa un paio sono praticamente cinematiche o comunque missioni nelle quali bisogna solo parlare con determinati personaggi. Riguardo quest’ultimi, trovo che personaggi importanti quali Linda, Kelly e Fred, membri del Blue Team insieme a Master Chief, sarebbero potuti essere presentati ai giocatori in modo più preciso, in quanto, per chi non ha letto i giusti libri, potrebbero risultare semplici personaggi comparsi dal nulla.

Non per questo il gioco non mi è piaciuto, anzi, ho voluto lodarlo durante tutta la recensione, ma comunque sottolineando quegli aspetti negativi che purtroppo ho riscontrato.

Prima di concludere, aggiungo che ho apprezzato molto il modo in cui sono stati nascosti e posizionati teschi e intel (piccoli audiolog da raccogliere per avere qualche approfondimento in più su ciò che avviene nella campagna del gioco), che risulteranno difficili da raggiungere e ardui da scovare!

Sì, si nota molto che Halo 5: Guardians fa da svolta alla saga, come ho già ripetuto poche righe fa, dando idea di ciò che ci attende in futuro.  Ma ora poche chiacchiere, sapete quanto c’è da sapere (forse ho scritto anche troppo). Dunque preparatevi, il grande giorno è vicino!

Prossimo appuntamento con la recensione del comparto multiplayer, che purtroppo verrà pubblicata nei prossimi giorni. Così come altri colleghi, abbiamo riscontrato dei problemi al multiplayer durante il periodo d’anteprima (non causati direttamente dal gioco).


 

PRO

  • Gameplay vario e ben equilibrato
  • Fluidità e 60FPS più che stabili
  • IA nemica ottima
  • Level Design
  • Meccaniche di squadra ben strutturate e utili (eccetto le rianimazioni di squadra poco equilibrate)
  • Narrazione più che buona

CONTRO

  • Durata
  • Sistema di rianimazione che facilita troppo l’esperienza di gioco
  • Calibratura della difficoltà – Modalità Normale poco equilibrata